La CAA impedirà a mio figlio di parlare?

Desideri tanto che tuo figlio parli. E hai paura che, se gli dai le carte o un tablet, ci si abitui e smetta di provare a parlare da solo. È probabilmente la paura più comune dei genitori. La risposta breve: le ricerche non la confermano. Gli studi non hanno trovato che con la CAA i bambini comincino a parlare di meno.

Da dove nasce questa paura

È comprensibile. Sembra che, se c’è una «strada più facile», il bambino non si impegnerà. Spesso la alimentano anche amici e parenti: «Non avere fretta con le carte, aspetta: vedrai che parlerà». Ma aspettare e basta non dà al bambino un modo in più e affidabile per comunicare. La CAA, invece, può aiutarlo già adesso a farsi capire meglio.

Grafico: nei sei studi più rigorosi nessuna delle 27 persone ha parlato meno dopo aver iniziato la CAA e 24 (89%) hanno parlato di più, per lo più di poco.
Risultati della rassegna di Millar, Light e Schlosser (2006).

Cosa mostrano le ricerche

È un tema studiato da tempo. Ecco i lavori a cui i professionisti fanno riferimento più spesso.

  • Una revisione del 2006. Millar, Light e Schlosser hanno raccolto gli studi su come la CAA influisce sul linguaggio orale. I sei studi più rigorosi riguardavano 27 partecipanti, bambini e adulti. Nessuno di loro ha cominciato a parlare di meno. Ventiquattro (l’89%) hanno parlato di più, anche se per la maggior parte i cambiamenti erano piccoli.
  • Uno studio del 2014. Il gruppo di Connie Kasari ha lavorato con 61 bambini con autismo, minimamente verbali, di 5–8 anni. Tutti hanno seguito lo stesso intervento evolutivo-comportamentale incentrato sul gioco; per alcuni, fin dall’inizio, l’intervento includeva anche un dispositivo con uscita in voce. Nel gruppo che ha iniziato con il dispositivo sono aumentati maggiormente gli enunciati comunicativi spontanei, le parole nuove e i commenti. In media, il 92,1% degli enunciati comunicativi spontanei di quel gruppo era prodotto con la voce, non dal dispositivo.
  • Una revisione del 2012. Janice Light e David McNaughton concludono che i bambini traggono dalla CAA grandi benefici per la comunicazione, il linguaggio e la lettura, «senza rischi per lo sviluppo del linguaggio orale».
  • Un articolo del 2005. MaryAnn Romski e Rose Sevcik hanno analizzato i miti più diffusi sulla CAA. Sulla paura che la CAA blocchi il linguaggio orale sono chiare: i dati disponibili non la confermano.

Diciamolo onestamente: la CAA non promette che il bambino parlerà di sicuro. Gli dà un modo per comunicare già adesso, senza togliergli la possibilità di arrivare alle parole.

Perché può succedere

Quando il bambino tocca un’immagine e tu dici la parola, oppure la pronuncia il dispositivo, il bambino sente quella parola ancora una volta. Gli autori dello studio del 2014 ipotizzano che proprio tutte queste ripetizioni possano aver aiutato i bambini. Inoltre, quando il bambino viene capito meglio, può arrabbiarsi di meno e avere più voglia di continuare a provare a comunicare. Gli studi non mostrano che la CAA freni il linguaggio orale: se per il bambino è più facile usare una parola, può scegliere la parola.

Cosa rispondere a chi dice «aspetta, vedrai che parlerà»

  1. Spiega che la CAA è un «anche», non un «al posto di». Il bambino continua a usare suoni e parole; le carte o il tablet lo aiutano quando le parole non bastano.
  2. Di’ su cosa ti basi. Basta una frase: «Gli studi non hanno trovato che la CAA ostacoli il linguaggio». I riferimenti sono in fondo a questa pagina.
  3. Fai vedere come funziona. Alla nonna o alla maestra spesso basta vedere il bambino che tocca «ancora» e riceve ancora. Chiedi anche a loro di parlare e di indicare le immagini. Come fare lo spieghiamo nell’articolo «Mostra tu come si fa: il modeling nella CAA».
  4. Chiedi di non togliergli la tabella o il tablet. Né «perché si è comportato male», né «così parla da solo». È la voce del bambino, non un giocattolo.
  5. Coinvolgi un professionista. Un o una logopedista che lavori con la CAA può spiegare le stesse cose agli insegnanti e ai parenti. A volte lo stesso messaggio viene ascoltato più facilmente se viene da un professionista.

Domande frequenti

Mio figlio dice già qualche parola. Gli serve la CAA?

Potrebbe servirgli. La comunicazione aumentativa esiste proprio per questo: perché il bambino possa dire più di quanto gli permettono le sue parole, e farsi capire non solo in famiglia. Quali modi ci sono lo trovi nell’articolo «Gesti, carte, tablet: i tipi di CAA».

Il bambino non diventerà «pigro» nel parlare?

Negli studi non si è visto. Molti bambini continuano a usare le parole quando in quel momento ci riescono; altri scelgono una carta, il dispositivo, un gesto, oppure li combinano.

Quando conviene cominciare?

Non serve aspettare che il bambino sia «abbastanza grande». Romski e Sevcik considerano un mito l’idea che per la CAA si debba raggiungere una certa età. Si può cominciare da una sola situazione a casa.

E se il linguaggio orale non arrivasse mai?

Allora il bambino avrà già un modo per comunicare. La CAA non è un piano «per il caso peggiore», ma la sua voce di oggi.

Serie «CAA: i primi passi» — parte 2 di 8. Parte precedente: Cos’è la CAA. Parte successiva: Gesti, carte, tablet: i tipi di CAA. Tutte le parti.

Come aiuta EYA

  • Picture-card board — A grid of picture cards in folders; a tap speaks the card and adds it to a sentence the child can say or send.
  • Free device voice — Speech with the phone or tablet's built-in voice — free.

Fonti

  1. Millar, Light & Schlosser (2006). The impact of augmentative and alternative communication intervention on the speech production of individuals with developmental disabilities: a research review.…
  2. Kasari et al. (2014). Communication interventions for minimally verbal children with autism: a sequential multiple assignment randomized trial. J Am Acad Child Adolesc Psychiatry 53(6):635–646
  3. Light & McNaughton (2012). Supporting the communication, language, and literacy development of children with complex communication needs: state of the science and future research priorities.…
  4. Romski & Sevcik (2005). Augmentative communication and early intervention: myths and realities. Infants & Young Children 18(3):174–185
  5. About AAC — ISAAC (International Society for Augmentative and Alternative Communication)
  6. Communication Boards — Children's Speech and Language Therapy Service, Leicestershire Partnership NHS Trust

Scritto da: EYA Team, Editorial team

Aggiornato: 2026-10-02