Come si sceglie un’immagine: tocco, sensore, sguardo
Per «dire» qualcosa con un’immagine, il bambino deve prima sceglierla. La maggior parte dei bambini la tocca semplicemente con il dito. Ma se il bambino ha difficoltà a controllare i movimenti delle mani, ci sono altri modi: un sensore o lo sguardo. Ti spieghiamo come funzionano e quando conviene rivolgersi a un professionista.
Prima di tutto, una posizione comoda
Prima di pensare al modo di scegliere, guarda come è seduto il bambino. Quando tiene la testa dritta e ha le mani davanti a sé, gli è più facile sia guardare le immagini sia raggiungerle. Metti la tabella o il tablet in modo che il bambino li veda senza alzare o abbassare la testa.

Il tocco
Per molti bambini è il modo più semplice e più veloce. Il bambino tocca l’immagine con il dito, con il pugno, con il palmo o con un pennino per touchscreen, sulla carta o sullo schermo.
Funziona così, per esempio, l’app EYA: il bambino tocca una carta sul telefono o sul tablet, e la parola viene subito pronunciata ad alta voce.
Se il bambino spesso «sbaglia mira», prova così.
- Metti meno immagini, ma più grandi.
- Lascia più spazio tra l’una e l’altra.
- Appoggia il tablet su un supporto inclinato, così non scivola.
- Lascia che tocchi con qualsiasi parte della mano: qui la precisione non è la cosa più importante.
Il sensore
Se toccare l’immagine è difficile, un grosso pulsante, chiamato sensore, può essere una buona alternativa. Si può premere con il gomito, con la testa, con il ginocchio: con il movimento che al bambino riesce più facile. Spesso funziona così: le immagini sullo schermo si illuminano una dopo l’altra (si chiama scansione) e il bambino preme il sensore quando si illumina quella che vuole.
È più lento del tocco e ci vuole tempo per imparare. In compenso, un bambino che fa fatica a muovere le mani può scegliere da solo.
Lo stesso principio si può provare anche senza tecnologia. Tu indichi le immagini una alla volta e le nomini, e il bambino ti fa un segnale quando arrivi a quella che vuole: un suono, un cenno della testa o un movimento della mano. Mettetevi d’accordo prima sul segnale.
Lo sguardo
Per i bambini con gravi difficoltà motorie esistono dispositivi speciali con una telecamera che vede dove il bambino sta guardando (si parla di puntamento oculare). Il bambino ferma lo sguardo su un’immagine, e così la sceglie. Un dispositivo così va regolato sul bambino ed è meglio sceglierlo insieme a un professionista.
Lo sguardo si può usare anche con la carta. Metti davanti al bambino due immagini, ben distanti tra loro, e chiedi: «Cosa vuoi?». Quella che guarda più a lungo può essere la sua scelta. Dilla ad alta voce e verifica di aver capito bene. Non fidarti di una sola prova: osserva più volte se quello sguardo è un segnale affidabile e, se hai dubbi, chiedi a un professionista.
EYA non offre «Eye-gaze selection».
Quando chiedere una valutazione dell’accesso
Nella valutazione dell’accesso i professionisti cercano il modo più comodo per il bambino di scegliere: con quale mano, con quale movimento, in quale posizione, con immagini di quale grandezza. Vale la pena chiederla se:
- il bambino spesso non riesce a toccare l’immagine, anche quando è grande;
- si stanca presto a toccare o si arrabbia;
- può muovere solo la testa, un piede o gli occhi;
- pensi di comprare un dispositivo apposito o un sensore.
Possono aiutarti un o una logopedista che lavori con la CAA, un terapista occupazionale e un fisioterapista. Puoi chiedere anche al servizio di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (NPIA) della tua zona. Porta all’appuntamento un breve video di come il bambino adesso indica e sceglie.
Domande frequenti
Si possono combinare modi diversi?
Sì. A casa il bambino può toccare la tabella e, quando è stanco, scegliere con lo sguardo tra due carte. L’importante è che gli adulti capiscano ogni suo modo. Dei diversi tipi di CAA parliamo nell’articolo «Gesti, carte, tablet».
Quante immagini devono esserci sullo schermo?
Tante quante il bambino riesce a vedere bene e a scegliere con sicurezza. Se spesso non riesce a scegliere, riduci il numero e ingrandisci le immagini. Se scegliere gli riesce facile, puoi aggiungerne di nuove.
Bisogna per forza comprare un dispositivo che segue lo sguardo?
No. Si può cominciare con immagini stampate e con la scelta tra due, fatta con lo sguardo. Se un dispositivo così serve davvero, è meglio deciderlo dopo una valutazione, insieme a un professionista.
Cosa possiamo fare mentre aspettiamo il professionista?
Prepara una tabella semplice con poche immagini grandi e osserva in che modo il bambino riesce a indicarle più facilmente. Come prepararla lo trovi nell’articolo «La prima tabella di comunicazione in una sera».
Serie «CAA: i primi passi» — parte 4 di 8. Parte precedente: Gesti, carte, tablet: i tipi di CAA. Parte successiva: La prima tabella di comunicazione in una sera. Tutte le parti.
Come aiuta EYA
- Picture-card board — A grid of picture cards in folders; a tap speaks the card and adds it to a sentence the child can say or send.
- Display settings — Columns and rows, font and card size, theme, paging or scrolling, hide text or pictures.
Fonti
- Augmentative and Alternative Communication — ASHA Practice Portal
- What is AAC? — Communication Matters (UK AAC charity)
- AAC Assessment Services — Communication Matters
- Позиціонування дитини з руховими порушеннями та підбір обладнання — БФ «Інститут раннього втручання», ЮНІСЕФ Україна
- Universal Core vocabulary and communication systems — Project Core (UNC Center for Literacy and Disability Studies)
